cnim.it - Short Newshttp://www.cnim.it/cnimnm/?z=48INDUSTRIA 4.0: SI APRE L'ERA DELLA MANUTENZIONE SMARTL’intelligenza artificiale si mette a servizio della manuntezione industriale. Almawave e OverIT hanno sigltato un accordo di partnership che prevede l’integrazione delle tecnologie focalizzata sull’uso del comando vocale e sull’analisi predittiva nella gestione degli interventi di manutenzione. Le funzionalità della soluzione Geocall Wfm di OverIT sono da oggi arricchite dalla piattaforma proprietaria Iride e dalle soluzioni di Speech Recognition Almawave.

Da strumenti di rendicontazione, gli applicativi diventano un aiuto intelligente per trovare in modo facile e veloce le giuste informazioni, per riportare tempestivamente rilevazioni e interventi e per semplificare la vita lavorativa. Questo grazie alla potenza dei comandi vocali dell’automatic transcription e dell’artificial intelligence per la classificazione, l’interazione automatica e il fast search.

“La missione delle tecnologie Almawave, ideate in un’ottica People Centered – spiega Valeria Sandei, ceo di Almawave – è realizzare soluzioni innovative, facili da usare e basate sul linguaggio naturale. Quando l’integrazione della piattaforma Iride va ad arricchire i prodotti di altre aziende e a migliorare le modalità di lavoro delle persone, semplificando i processi e potenziandone competenza e capacità, la soddisfazione è massima”.

Geocall Wfm di OverIT è un prodotto di Field Service Management finalizzato a gestire le attività sul campo, monitorare il lavoro degli operatori in tempo reale e organizzare processi, modalità e tempi degli interventi. Finora, gli addetti impegnati nelle attività inserivano manualmente le informazioni sui device mobili, spesso appesantiti da guanti e strumenti di lavoro. Oggi, grazie alle tecnologie Almawave, possono sfruttare i benefici del comando vocale per dare informazioni al sistema attraverso la sola voce, operando quindi in modalità “hands-free”. Questo consente loro di ritrovare facilmente i contenuti corretti per svolgere le attività, nonché classificare semplicemente e puntualmente ogni intervento avvenuto in modo tempestivo e completo.

“Siamo sempre stati a favore della semplificazione delle applicazioni in campo – evidenzia Marco Zanuttini, ceo & chairman OverIT – La collaborazione con Almawave è un passo importante verso questo obiettivo, in quanto permette al nostro utente di operare a “mani libere”, senza la necessità di interrompere l’attività che sta svolgendo.”

Il comando vocale attiva in automatico sia i processi per la ricezione delle informazioni che, grazie al motore semantico, quelli per l’archiviazione e la categorizzazione delle stesse, creando di fatto una base di conoscenza e una memoria di esperienze condivise, utili all’operatore per individuare e risolvere possibili problematiche tecniche velocemente e in autonomia. Ciò consente di riconoscere situazioni simili e ricorrenti, velocizzare gli interventi e mettere in atto processi evoluti di manutenzione predittiva.

Una vera rivoluzione che trasforma gli strumenti di field service management da supporti di rendicontazione ad assistenti intelligenti.

Fonte: Corcom


]]>
http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4120Wed, 17 Jan 2018 00:00:00 GMT
L'ITALIA PIU' INNOVATIVA AL CES DI LAS VEGASDalla A di Agricolus, ecosistema di applicazioni cloud per l’agricoltura di precisione, alla Z di Zehus, nata nel 2013 per creare innovazione tecnologica sulla mobilità elettrica leggera connessa: sono 44 le start up dell’Italian Village che per la prima volta si presenta a Ces 2018, 51esima edizione di quella Consumer Technology Association di Las Vegas che rappresenta la più importante fiera mondiale sull’hi-tech iniziata martedì e in programma fino a domani.
“The Art of tech”, è il nome di questa sezione italiana. Ovviamente, siamo ancora lontani dalla delegazione di 190 start up francesi che l’allora ministro dell’economia Emmanuel Macron accompagnò a Las Vegas nel 2016: consolidando quella fama di “ministro delle start up”, e preparando nel contempo la sua ascesa all’Eliseo.

Tra le 44 c’è anche Yape: produttrice di un pony express robot di cui questa rubrica si è già occupata. Nel campo dei trasporti, a parte la già citata Zehus, c’è Blubrake, che controlla le frenate dei ciclisti. Cube Controls produce uno speciale volante da gara. Easy Rain ha sviluppato un sistema di prevenzione dell’acqua planning nei veicoli. GiPStech sviluppa tecnologie di micro-localizzazione. HiRide fa ammortizzatori elettronici per mountain bike, e-bike e biciclette da strada. My Air permette di controllare la posizione della propria autovettura, gestire le trasferte lavorative, verificare il livello di carburante, e controllare che non ci siano guasti e anomalie. Netgrid ha sviluppato il primo dispositivo indossabile in grado di avvertire i motociclisti su punti pericolosi. ShargeMe offre ai possessori di veicoli elettrici la possibilità di connettersi per ricaricarsi. Y-share è un servizio di car sharing. In campo biomedicale, fiore all’occhiello dell’Hi-Tech made in Italy, c’è ad Avanix: dispositivi elettronici indossabili e wireless per migliorare la qualità della vita. Beltmap è una Google Maps per non vedenti e ipovedenti. Brave Potions migliora l’interrelazione tra i bambini e i loro medici. EgoHealth sviluppa dispositivi medici innovativi. RECU individua pericolosi disturbi del sonno. UpSens offre tecnologie del benessere.

Altro fiore all’occhiello del Made in Italy è l’alimentazione. A parte la già citata Agrisalus, c’è Bentur per la coltivazione di alghe. Lifely ha realizzato un sensore wireless per piante. Namastree pure si occupa di alberi.

  

Autentico NFC previene la contraffazione. Bautiful Box aiuta a gestire gli animali domestici. Blimp è un mercato della pubblicità esterno. EMOJ, primo spin-off del Politecnico delle Marche, fornisce tecnologie avanzate per smart retail, hospitality e musei con l’obiettivo di creare una profonda connessione emotiva e affettiva con i clienti. Evensi vuole diventare l’app numero uno al mondo per gli eventi. Forward Unit ha sviluppato un avanzato sistema di tecnologia mobile. Graffiti offre prodotti architettonici per rivitalizzare gli spazi urbani delle grandi città. Indigo AI è una piattaforma di intelligenza artificiale che utilizza chatbot e machine learning per automatizzare esperienze personalizzate tra aziende e clienti tramite chat. INNAAS crea agenti intelligenti con l’obiettivo di risparmiare tempo e semplificare i processi, di qualunque tipo. IOOOTA vuole sviluppare un nuovo concetto di “assistente domestico”. IoTT Innovations lavora nelle telecomunicazioni. Lumen-Tile trasforma la classica piastrella di ceramica in una “piastrella luminosa elettronica multifunzionale” realizzata grazie all’ausilio dell’elettronica organica. Lumi punta a rivoluzionare il mondo della stampa 3D. Morpheos ha inventato un dispositivo che rende le case più confortevoli e sicure. NUWA Technologies lavora per l’industria musicale. Officina si occupa di performance aziendali. Orwell-VR, Proxy42 e Vision Lab Apps si occupano di realtà virtuale. Smart Robots fornisce una gestione ottimale di un ambiente in cui operatori e robot umani lavorano fianco a fianco. Veranu offre di generare elettricità camminando sulle piastrelle di casa. Verso produce un anello interattivo. VinOled rende smart borse e valigie.

Fonte: Il Foglio.


]]>
http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4119Fri, 12 Jan 2018 00:00:00 GMT
SANITA' 4.0: PAZIENTI CONTROLLATI CON PC E TABLETMonitorare un paziente in modo continuo e in tempo reale sia in ospedale che a casa, anche da pc, smartphone e tablet, utilizzando dispositivi medici all'avanguardia. E' quanto permette di fare WinMedical, startup italiana che progetta e sviluppa sistemi medicali wireless basati sulle nuove tecnologie.
Fondata a Pisa nel 2009 come spin-off della Scuola Superiore Sant'Anna, WinMedical si è sviluppata presso il polo tecnologico di Navacchio (Pisa) ed è stata sostenuta dal Fondo innovazione Toscana e da investitori come Iag (Italian Angels for Growth), il principale network italiano di business angel specializzato in start up tecnologiche.
Dopo questo percorso di crescita, oggi l'azienda pisana è stata acquisita da
Ab Medica, azienda italiana che produce e distribuisce tecnologie medicali, anche in ambito di robotica chirurgica.

Grazie al sostegno dei suoi investitori, WinMedical ha sviluppato per il mercato italiano una piattaforma, WinPack, per il monitoraggio continuo e in tempo reale dei più importanti parametri vitali.
Attraverso un dispositivo che viene indossato dal paziente e la trasmissione dei dati via Wifi, il personale medico riesce a monitorare parametri come la frequenza respiratoria, frequenza cardiaca, temperatura, postura e pressione arteriosa da qualunque postazione. Attualmente WinMedical è considerata tra le società europee maggiormente attive nello sviluppo e commercializzazione di dispositivi medici indossabili per il monitoraggio dei pazienti nelle medie e basse intensità di cura.

Fonte: Ansa.


]]>
http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4118Tue, 09 Jan 2018 00:00:00 GMT
LA CIAM APRE UNA FABBRICA DI ASCENSORI IN ALGERIAL’annuncio era stato dato e ora è realtà: apre in Algeria il grande cantiere per costruire ascensori dell’ultima generazione. Protagonista di questa operazione è la Ciam, azienda leader nel settore, di proprietà di Sandro Citarei, l'imprenditore noto per i lavori di sistemazione che sta portando avanti al parco Cardeto. Di fatto la sua azienda ha sbaragliato altre concorrenti internazionali e sta per realizzare un progetto che farà parlare italiano i prossimi ascensori di quel Paese per gli anni che verranno. Grazie a una joint venture tra la Ciam e il gruppo Elec El Djazair, tramite la controllata Soremep, è stata costituita la nuova società “Ciam Algerie” che avrà il compito di industrializzare tutto il settore ascensoristico algerino e, successivamente, africano, data la mancanza di una fabbrica completa nel continente.

“La nuova azienda in Algeria - spiega Citarei - potrà produrre fino a 3.000 ascensori all'anno e impiegherà circa 300 persone che verranno prese anche dal territorio ternano, soprattutto perché circa il 40% della componentistica per l'ascensore rimarrà di fornitura dal partner italiano”.

Un progetto nato dopo una serie di scambi, confronti e incontri. Ora la nuova azienda è pronta ad avviare l'attività.
“Nei giorni scorsi - spiega l'imprenditore - una nostra delegazione ha effettuato un ultimo viaggio di messa a punto e sottoscrizione degli atti per la conferma dell'iniziativa, anche per poter preparare e poi illustrare i nostri programmi nella prossima fiera di Algeri che si terrà dal 22 al 26 aprile dove interverrà il ministro dell'Industria algerino che annuncerà ufficialmente l'iniziativa, saranno presenti anche le autorità italiane, a cominciare dall'Ambasciata italiana ad Algeri”.

Dopo una prima fase di lancio, la nuova società opererà sul mercato algerino per poi progressivamente estendersi a tutto il mercato africano. Nei prossimi mesi saranno avviate le pratiche per il personale.

“Questa iniziativa che parla anche ternano - conclude Citarei - potrà a medio termine riavviare tutto l'indotto ascensoristico nazionale e locale perché lo sviluppo della joint venture algerina prevede un forte legame con il partner italiano dove l'attività non si ferma alla semplice produzione ma va oltre, interessando i campi della normativa, della ricerca dello sviluppo internazionale, dell'installazione e della successiva manutenzione”.

Fonte: Corriere dell'Umbria

]]>
http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4117Thu, 04 Jan 2018 00:00:00 GMT
SICUREZZA AUTO: ARRIVA L'AIRBAG DA TETTOL'anno dell'auto comincia all'insegna della sicurezza: arriva il primo airbag sviluppato apposta per coprire completamente tutto il tetto dell'auto, quello che in gergo si chiama il "cielo" dell'abitacolo.

Una svolta per la protezione dei passeggeri, sia perché in caso di ribaltamento spesso pilota e passeggeri sbattono proprio con la testa sul tetto, sia perché con il proliferare dei tetti apribli panoramici è emerso un nuovo problema di sicurezza, legato a superfici in cristallo che possono andare in mille pezzi e "aprire" - nelle situazioni più critiche - una pericolosa "porta" nell'abitacolo.

L'idea è della Hyundai che nelle auto sempre più piene di airbag (ormai siamo in media a quota 8/9 fra quelli frontali, laterali, a tendina, per le ginocchia e quelli posteriori) ha trovato una lacuna pericolosa, quella della protezione del tetto apribile panoramico.

Secondo gli studi della Hyundai infatti, pilota e passeggeri in caso di ribaltamento con auto dotate di tetti panoramici, possono andare in contro a gravi lesioni. Per questo il loro sistema è stato progettato per aprirsi di colpo (nel vero senso della parola, in 0,08 secondi grazie alla solita carica esplosiva, ma qui potenziata) appena l'auto rilevi un'inclinazione laterale o longitudinale anomala. Tecnicamente il super airbag si gonfia dalla parte posteriore del tetto apribile verso quella anteriore e in in lampo - sia che il tetto apribile sia aperto o chiuso - copre tutto il tetto.

Il sistema si avvale di 11 brevetti, tutti della Hyundai, e sempre secondo il costruttore coreano dà risultati straordinari: da alcuni test condotti sulla Genesis, la loro maxi berlina, il super airbag ha ridotto (per pilota e passeggeri) le lesioni potenzialmente letali del 20%. Un record, anche per questo a partire dalla seconda metà di quest'anno l'airbag da tetto inizierà ad essere proposto di serie sui nuovi modelli Hyundai.

Fonte: Repubblica

]]>
http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4116Tue, 02 Jan 2018 00:00:00 GMT
CODICE PENALE: OMISSIONE DI LAVORI IN EDIFICI CHE MINACCIANO ROVINAArticolo 677
Omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina

Il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell'edificio o della costruzione, il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929.

La stessa sanzione si applica a chi, avendone l'obbligo, omette di rimuovere il pericolo cagionato dall'avvenuta rovina di un edificio o di una costruzione.

Se dai fatti preveduti dalle disposizioni precedenti deriva pericolo per le persone, la pena è dell'arresto fino a sei mesi o dell'ammenda non inferiore a euro 309.

]]>
http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4115Thu, 28 Dec 2017 00:00:00 GMT
L'ARIA INQUINATA UCCIDE ANCHE AL DI SOTTO DELLE SOGLIE DI SICUREZZA Un grande studio americano appena pubblicato su JAMA dimostra che l’inquinamento dell’aria uccide anche per brevi esposizioni: due giorni dopo un picco di ozono o particolato, il numero di decessi aumenta.
Ma questo studio dimostra inoltre che questo trend si verifica anche per concentrazioni di inquinanti inferiori a quelle ritenute d’allarme.
Un dato preoccupante che merita attenzione immediata per rivedere verso il basso le soglie di sicurezza. La somministrazione di anti-ossidanti potrebbe limitare un po’ il danno, soprattutto nelle categorie a rischio: anziani, bambini, persone con patologie polmonari.

Di inquinamento dell’aria si muore. Lentamente e con costanza, i veleni invisibili chiamati ‘polveri sottili’ e ozono, si insinuano nei nostri polmoni, causando danni irreversibili, e non solo a carico dell’apparato respiratorio. Le arbitrarie soglie di sicurezza della concentrazione degli inquinanti non rappresentano alcuna garanzia, come dimostra uno studio pubblicato ieri su JAMA. Uno studio del quale dovremmo tutti ricordarci la prossima volta che protesteremo per il blocco del traffico nelle grandi città.
 
Lo studio in questione, firmato da Qian Di e colleghi della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston (Usa) è andato a valutare l’associazione tra l’esposizione a breve termine ad un livello di inquinamento al di sotto degli attuali standard di sicurezza per la qualità dell’aria, e la mortalità per tutte le cause. I risultati dimostrano che anche l’esposizione a livelli di inquinamento al di sotto degli standard di sicurezza attuali, provoca nel breve termine (due giorni dopo) un’impennata del numero di decessi che può arrivare ad un aumento del 42%. In altre parole di aria inquinata si può morire anche se la concentrazione degli inquinanti non è tale da sforare i livelli di guardia fissati dagli attuali standard che, secondo gli autori di questa ricerca, andrebbero dunque rivisti verso il basso al più presto.

Ogni 5 anni l’EPA (Environmental Protection Agency), l’agenzia Americana deputata al controllo della qualità dell’aria è chiamata a riesaminare gli standard di qualità dell’aria (National Ambient Air Quality Standards, NAAQS); tuttavia , notano gli autori, mancano evidenze circa il rischio di mortalità inerente a livelli di inquinamento dell’aria inferiori agli attuali standard di qualità, in particolare nei gruppi a maggior rischio.
 
Obiettivo di questo studio è stato dunque quello di andare a stimare l’associazione tra mortalità ed esposizione di breve durata all’aria inquinata da particolato PM2,5 e ozono, per concentrazioni inferiori rispetto agli attuali standard di sicurezza, negli Usa.
 
Per farlo gli autori hanno preso in esame oltre 22 milioni di decessi (inerenti alla popolazione assistita da Medicare dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2012), andando a valutare l’esposizione media giornaliera al PM2,5 e all’ozono, relativa al giorno del decesso e a quello precedente.
Il 95,2% dei decessi si è verificato in giornate con PM2,5 a livelli inferiori a 25 μg/m3, mentre il 93,4% delle morti si è verificato in giornate con livelli di ozono inferiori a 60 parti per miliardo. Gli autori hanno calcolato che per ogni incremento a breve termine di 10 μg/m3 di PM2,5 (aggiustato per le concentrazioni di ozono) e di 10 parti per miliardo di ozono nella stagione calda (aggiustato per PM2,5 ) si registrava un aumento dei tassi di mortalità giornaliera rispettivamente dell’1,05% e dello 0,51%.
Le differenze assolute di rischio di mortalità giornaliera erano rispettivamente dell’1,42% e dello 0,66% per 1 milione di persone a rischio al giorno.
 
Il 5,86% dei decessi registrati ogni anno (3,3 milioni) sono attribuibili all’inquinamento atmosfericoe questo nonostante molte nazioni si siano dotate di standard di sicurezza dell’aria, con conseguenti misure correttive, volte a ridurre l’esposizione all’inquinamento. Particolarmente a rischio sono categorie quali bambini, anziani, soggetti con patologie respiratorie.
 
Nel corso degli anni, le soglie di sicurezza degli inquinanti atmosferici sono stati spesso riviste verso il basso. Ma questo, secondo i risultati di questo ultimi studio, non sembra sufficiente. In particolare nel caso di gruppi di persone ad aumentato rischio, quali quelle individuate da questo imponente sforzo statistico: soggetti non di etnia caucasica, donne, adulti over 85, nel caso del particolato e over 75 nel caso dell’ozono.
 
Ancora più allarmante forse è il fatto che gli autori non hanno individuato una soglia di sicurezza, fatto questo che suggerisce, come sottolinea un editoriale di commento, che non esiste di fatto una ‘safe zone’ al di sotto della quale l’esposizione a polveri sottili e ad ozono non facciano danno.
 
Quali danni provoca all’organismo l’aria inquinata
Un’esposizione anche di breve durata al PM2,5 produce effetti cardio-respiratori aumentando il livello di infiammazione a livello polmonare e sistemico, aumentando lo stress ossidativo, la trombogenesi e la disfunzione neuro-autonomica.
A concentrazioni relativamente elevate, l’ozono determina alterazioni della funzionalità respiratoria e può scatenare attacchi d’asma. Fino a poco tempo fa, si riteneva che lozono facesse danni solo all’apparato respiratorio; ma di recente, uno studio ha evidenziato che l’ozono, a livelli inferiori rispetto a quelli in grado di provocare alterazioni respiratorie, può determinare flogosi polmonare, aumentare la pressione arteriosa e attivare le piastrine. Studi animali hanno dimostrato che l’ozono compromette le risposte immunitarie contro le infezioni batteriche.
 
Come ci si può difendere dai danni dell’inquinamento
Tutte evidenze che forniscono un razionale scientifico alle osservazioni statistiche di un aumento di mortalità per esposizione a questi inquinanti e che suggeriscono anche possibili fattori correttivi, oltre a quello ovvio di ridurre l’esposizione all’aria inquinata. Un certo numero di studi – ricorda l’editorialista – ha dimostrato che la supplementazione di anti-ossidanti può ridurre gli effetti nocivi di ozono e PM2,5. Potrebbe essere utile a questo punto, organizzare degli studi di intervento per verificare se supplementi dietetici, farmaci, mascherine o altro equipaggiamento protettivo risultino validi nel contrastare gli effetti sulla salute dell’aria inquinata, non solo a livello di popolazione generale, ma più nello specifico nei gruppi a maggior rischio.

Fonte: Quotidiano Sanità

]]>
http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4114Thu, 28 Dec 2017 00:00:00 GMT
DISPOSITIVI MEDICI: OBSOLETO IL 50% DELLE STRUTTURESono più del 50% le apparecchiature di diagnostica per immagini e di elettromedicina troppo vecchie. Risonanze magnetiche, Pet, Tac, angiografi, mammografi, ventilatori per anestesia e terapia intensiva, che per l'età avanzata riducono i benefici per il paziente raggiunti dalle tecnologie più recenti: diagnosi più accurate e precise, minori esposizioni alle radiazioni, minore quantità delle dosi, maggiore velocità di esecuzione dell'esame, referti informatizzati. Gli svantaggi di un parco apparecchiature troppo vecchio non sono però solo per il paziente, ma anche per la sostenibilità del Servizio sanitario, che si trova ad affrontare più numerosi costi di manutenzione con eventuali ritardi e sospensioni nell'utilizzo dei macchinari, che generano tempi di attesa più lunghi e carichi di utilizzo mal gestiti. Nello specifico, destano preoccupazione l'95% dei mammografi convenzionali con più di 10 anni di vita, così come il 69% di apparecchiature mobili convenzionali per le radiografie, il 52% dei ventilatori di terapia intensiva e il 79% dei sistemi radiografici fissi convenzionali. Questi alcuni dei dati che emergono dal nuovo Rapporto sullo stato di obsolescenza del parco istallato di diagnostica per immagini e da quello sull'elettromedicina in Italia, entrambi curati dal Centro studi di Assobiomedica e presentati oggi nell'ambito della X Conferenza nazionale dei dispositivi medici.
«Assobiomedica con i suoi studi – ha dichiarato Fernanda Gellona, Direttore generale di Assobiomedica - ha messo in luce un problema preoccupante per i pazienti e per il Sistema sanitario, evidenziando come l'Italia si posizioni in fondo alla classifica europea per numero di apparecchiature diagnostiche obsolete. Adesso che buona parte dei conti della Sanità sono stati risanati, è necessario tornare a investire per rinnovare le strutture sanitarie del Paese e riportare il nostro Ssn a livelli competitivi. Il Governo ha lavorato bene su industria 4.0 e sugli investimenti sul digitale, oggi bisogna allargare questo approccio all'ambito sanitario per agevolare il rinnovamento del parco apparecchiature presenti negli ospedali italiani e avviare un'azione d'investimento sulle tecnologie innovative. È possibile farlo intervenendo sui meccanismi di rimborso, creando dei sistemi di incentivo per l'utilizzo delle nuove tecnologie e tariffe penalizzanti per i macchinari troppo vecchi. Si tratterebbe di un sistema di rimborsabilità differenziata sul modello francese, che consentirebbe una graduale sostituzione delle apparecchiature più vecchie e una progressiva introduzione di quelle tecnologicamente più innovative».

Fonte: 24Ore.
]]>
http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4113Thu, 21 Dec 2017 00:00:00 GMT
ASCENSORI: IN VIGORE NUOVE NORME PER L'ABILITAZIONE DEI MANUTENTORISono entrate in vigore il 12 dicembre 2017 le nuove regole previste dalla Legge europea 2017 per il conseguimento dell’abilitazione alla manutenzione degli ascensori abolite cinque anni fa dal decreto legge n. 95/2012.

Con la pubblicazione in Gazzetta della Legge n. 167/2017 recante “Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017”, per l'integrale attuazione della direttiva 2014/33/UE relativa agli ascensori e ai componenti di sicurezza degli ascensori nonché per l'esercizio degli ascensori, viene stabilito che il certificato di abilitazione è rilasciato dal prefetto in seguito all'esito favorevole di una prova teorico-pratica svolta davanti ad una commissione esaminatrice, nominata dal prefetto stesso e composta da cinque funzionari, in possesso di adeguate competenze tecniche (dei quali almeno uno, oltre al presidente, con laurea in ingegneria).

Alla prova teorico-pratica dovranno essere presenti almeno tre membri della commissione, compreso il presidente. Date e sedi delle sessioni di esame saranno decise dal prefetto. Il prefetto del capoluogo di regione, inoltre, tenuto conto del numero e della provenienza delle domande pervenute, può disporre apposite sessioni di esame per tutte le domande presentate nella stessa regione allo scopo di razionalizzare le procedure finalizzate al rilascio del certificato di abilitazione.

Qui di seguito, l’articolo 23 della legge n. 167/2017.

Art. 23 (Disposizioni per l'integrale attuazione della direttiva 2014/33/UE relativa agli ascensori e ai componenti di sicurezza degli ascensori nonché per l'esercizio degli ascensori)

1. Al fine di assicurare l'integrale attuazione della direttiva 2014/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, relativa agli ascensori e ai componenti di sicurezza degli ascensori nonché per l'esercizio degli ascensori, il certificato di abilitazione previsto dall'articolo 15, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, è valido in tutto il territorio nazionale ed è rilasciato dal prefetto in seguito all'esito favorevole di una prova teorico-pratica innanzi a un'apposita commissione esaminatrice, dal medesimo nominata e composta da cinque funzionari, in possesso di adeguate competenze tecniche, dei quali almeno uno, oltre al presidente, con laurea in ingegneria, designati rispettivamente dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dal Ministero dello sviluppo economico, dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e da un'azienda sanitaria locale, ovvero da un'agenzia regionale per la protezione ambientale, qualora le disposizioni regionali di attuazione del decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, attribuiscano a tale agenzia le competenze in materia. La commissione è presieduta dal funzionario designato dal Ministero del lavoro o delle politiche sociali. Alla prova teorico-pratica sono presenti almeno tre membri della commissione, compreso il presidente. Al presidente e ai componenti della commissione non spetta alcun compenso.
2. La data e la sede delle sessioni di esame è determinata dal prefetto. Il prefetto del capoluogo di regione, tenuto conto del numero e della provenienza delle domande pervenute, previe intese con gli altri prefetti della regione, può disporre apposite sessioni di esame per tutte le domande presentate nella regione allo scopo di razionalizzare le procedure finalizzate al rilascio del certificato di abilitazione.
3. Gli articoli 6 e 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1951, n. 1767, sono abrogati.
4. Il Governo è autorizzato a modificare, con apposito regolamento, il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, sulla base delle disposizioni del presente articolo. Alla data di entrata in vigore del regolamento adottato ai sensi del presente comma sono abrogati i commi 1 e 2 del presente articolo
”.

]]>
http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4112Thu, 14 Dec 2017 00:00:00 GMT
NAPOLI: STOP ALLA MANUTENZIONE DELLA METRO. NIENTE FONDI
Per un servizio accettabile ne occorrerebbero almeno 12.
E, invece, sui binari ce ne sono mediamente 8 o 9: così, quando se ne guasta uno, i tempi di attesa alle banchine schizzano da 9-12 minuti a 16 o più. Oltre il triplo per un servizio progettato per una frequenza di 5 minuti. Sì perché, nell'attesa dei treni nuovi acquistati dal Comune che non arriveranno prima del 2019, quelli vecchi si rompono sempre più facilmente.
Quasi tutte le settimane si registrano corse soppresse per guasti di diversa natura, che portano la media dei treni in esercizio al di sotto dei 9 necessari.
E anche le manutenzioni negli ultimi due anni hanno registrato un'impennata.
Le spese per le riparazioni appaltate all'esterno sono passate dai 723mila euro del 2015 ai circa 2 milioni del 2016.
E l'Anm vanta 2 milioni di euro di crediti per il biennio 2014-2016 per le manutenzioni verso il Comune di Napoli, che solo quest'anno ha inserito in bilancio un apposito capitolo di spesa con una dotazione di 3 milioni all'anno per gli interventi sulle stazioni.

In due anni, per le manutenzioni, ci sono stati circa 50 affidamenti diretti, 40 procedure concorrenziali, 10 negoziate e 4 gare, di cui 2 europee.
Per le riparazioni, che richiedono specifiche competenze tecnologiche, l'Anm si affida a ditte specializzate, che intervengono su sottostazioni elettriche, pantografi, carrelli di sollevamento e freni. Si tratta di colossi del settore, come Ansaldo Sistemi, la tedesca Hegenscheidt per il tornio in fossa, cioè la revisione delle ruote delle carrozze, la svedese Dellner per gli accoppiatori, la Faiveley Ats per i ricambi dei freni. Mentre per le piccole riparazioni, che non richiedono specifiche competenze normative degli operai, ci si affida al personale Anm.
Ma se i fornitori non inviano più le componenti meccaniche, perché non pagati, anche i tecnici più bravi possono fare poco.
Eppure le manutenzioni servono. Proprio grazie ad un grosso investimento sulla manutenzione straordinaria dei treni che ha riguardato il rinforzo strutturale dei telai delle casse, molte vetture l'anno scorso sono state rimesse in esercizio. Nel 2016 la metropolitana Linea 1, secondo i dati Anm, ha trasportato lungo i 18,5 km della tratta, da Piscinola a Garibaldi, circa 42 milioni di viaggiatori e macinato oltre 5,5 milioni di chilometri, comprensivi anche dei prolungamenti notturni, con un aumento del 7% della produzione rispetto al 2015.

Fonte: Il Mattino.

]]>
http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4111Thu, 07 Dec 2017 00:00:00 GMT