cnim.it - Short Newshttp://www.cnim.it/cnimnm/?z=48CROLLO PAVIMENTO IN UNA SCUOLA: PROF. PRECIPITA PER 3 METRIAllarme e momenti di paura all’istituto professionale Colombo di Livorno, intorno alle 8,20 di mercoledì 23. Il pavimento in cartongesso all’esterno di un laboratorio d’informatica è crollato improvvisamente e un docente di diritto ed economia - Marco Cannito, anche consigliere comunale - è caduto da un’altezza di circa 3 metri, riportando ferite soprattutto alla schiena: è stato soccorso dai volontari della pubblica assistenza e della Croce rossa e portato poi all’ospedale in codice giallo.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, gli studenti presenti in aula hanno fatto presente al professore di avere caldo. L'insegnante, per aprire una finestra, ha così scavalcato una ringhiera raggiungendo un ballatoio non praticabile e interdetto come riportato nei cartelli, ovvero una zona non idonea visto che il pannello divisorio non ha capacità portante. Il peso del corpo ha infatti sfondato il cartongesso e il docente è caduto al piano di sotto. Le finestre in questione, come spiegano dalla scuola, possono essere aperte solo dai custodi.

Sul posto anche i vigili del fuoco, gli agenti della polizia di stato e gli ispettori della medicina del lavoro. Non ci sono feriti tra gli studenti.

Fonte: Il Tirreno.

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http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4148Wed, 23 May 2018 00:00:00 GMT
TECNICO MUORE PRECIPITANDO NEL VANO DI UN ASCENSOREEnnesimo incidente mortale sul lavoro a Torino. Questa volta la vittima è un tecnico degli ascensori, di nazionalità italiana, di 50 anni. Questa mattina stava lavorando in una palazzina di corso Agnelli, all’interno di un ascensore che non funzionava. Per cause ancora da accertare, forse perché e Scivolato, è caduto nella tromba del montacarichi facendo un volo di sei metri. È morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e le volanti della polizia. Sono arrivati anche i tecnici dello Spresal, che stanno facendo i rilievi, per stilare la relazione che verrà inviata in procura. Anche i pompieri sono all’opera per le verifiche. 

«Un morto a Torino, un morto a Taranto, 3 operai feriti nelle Marche: credo che sia arrivato il momento di dire ‘anche basta’ alle frasi di circostanza» afferma Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali dai microfoni de La7 nel corso della trasmissione Aria che Tira. «Penso che sia urgente che il Parlamento sia convocato e che il governo, per quanto uscente, concordandolo con le forze politiche che si apprestano a formarne uno nuovo, vari un decreto per una serie di interventi immediati per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro, a partire dall’aumento del numero degli ispettori dotandogli di strumenti efficaci».

Fonte: Corriere.it
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http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4147Thu, 17 May 2018 00:00:00 GMT
PREVENZIONE INCENDI E CONDOMINI: LE NUOVE REGOLE DAI 12 M IN SULe nuove regole antincendio per i condomini italiani pone in carico anche ai condomini le prescrizioni finora applicate ai soli luoghi di lavoro. Lo prevede infatti l'aggiornamento/integrazione della regola tecnica che va ad integrare il decreto del ministero dell'Interno numero 246 del 16 maggio 1987, ossia lo "storico" decreto che fissa i criteri di sicurezza antincendio da applicare agli edifici di civile abitazione di altezza antincendi superiore a 12 metri.

Il provvedimento è stato approvato lo scorso 24 aprile del Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi, organismo collegiale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.

A livello procedurale, la bozza dovrà essere completata con il decreto di emanazione (decreto del ministero dell'Interno), al quale sarà allegata. Tale decreto non solo dovrà stabilire quanti giorni trascorreranno tra la pubblicazione in "Gazzetta Ufficiale" e l'entrata in vigore, ma anche i tempi per adeguarsi.

La novità principale è che i condomini dovranno gestire l'emergenza, in caso di incendio, tenendo conto dell'eventuale presenza di persone con limitate capacità motorie, che vanno aiutate, e di attività limitrofe che potrebbero costituire un intralcio per i soccorsi o per la fuga. Quindi l'amministratore di condominio, se presente, avrà i suoi compiti da svolgere, ma per l'attuazione delle nuove misure i responsabili sono i proprietari.
Le nuove norme tecniche - inerenti la sicurezza delle parti comuni e l'efficienza degli impianti antincendio e dei dispositivi - sono finalizzate alla corretta procedura di evacuazione dagli edifici per civile abitazione di altezza pari o superiore a 12 metri. Per altezza si intenda l'altezza antincendi: non è l'altezza dell'edficio, ma si misura dalla quota esterna più bassa (strada) al livello inferiore dell'apertura più alta  dell'ultimo piano abitabile o agibile.

Nella bozza si specifica che ogni condomino dovrà conoscere le procedure di evacuazione, ossia le azioni e i comportamenti corretti da mettere in pratica in caso di incendio, che comprendono la diffusione dell'allarme, la percorrenza in sicurezza dei percorsi di esodo, il raggiungimento di un luogo sicuro, la procedura per l'attivazione dei soccorsi.

Sarà obbligatorio affiggere un foglio illustrativo che riporti divieti e precauzioni da osservare, i numeri telefonici per l'attivazione dell'emergenza e le istruzioni per garantire l'esodo in caso di incendio. Ogni condomino deve anche conoscere i comportamenti da tenere quotidianamente per non alterare le normali condizioni di sicurezza, ad esempio il corretto uso delle porte tagliafuoco e la corretta fruibilità delle vie di esodo.

Se l'altezza cresce, le prescrizioni aumentano. Ci sono anche edifici di altezza antincendi superiori a 80 metri, che necessitano di un coordinatore per le emergenze con un vero e proprio centro di gestione: una sorta di centrale di controllo, interna all'edificio, dalla quale coordinare le operazioni in caso di incidente.

Nella bozza di regola tecnica sono contemplati quattro livelli di prestazione ai quali corrispondono specifiche misure da applicare, molto semplici per gli edifici più bassi e più gravose per quelli più alti. Vediamo i 'paletti' principali per ogni categoria:

  • edifici tra i 12 e i 24 metri: bisogna individuare i comportamenti e le azioni corretti da tenere in caso di emergenza, ma anche quotidianamente, per non alterare le condizioni di sicurezza. Tutti i condomini devono conoscere queste azioni e, all'occorrenza, essere in grado di applicarle;
  • edifici tra i 24 e i 54 metri: l'impegno è superiore e ripetuto nel tempo, poiché la pianificazione dell'emergenza deve essere predisposta, comunicata e verificata. Tra le misure preventive da applicare vi è anche la "valutazione dei rischi di incendio in caso di modifiche alle strutture, alle finiture, al rivestimento delle facciate, all'isolamento termico e acustico degli impianti";
  • edifici tra i 54 e gli 80 metri: stessi adempimenti del livello precedente, con l'aggiunta dell'obbligo di installazione di un impianto di segnalazione manuale e di allarme incendio con indicatori di tipo ottico e acustico, dei quali bisogna tener conto nella pianificazione dell'emergenza, che deve prevedere le procedure di attivazione e di diffusione dell'allarme;
  • edifici oltre gli 80 metri: si prevede, in aggiunta alle indicazioni per il livello precedente, la designazione di un responsabile della gestione della sicurezza antincendio e di un coordinatore dell'emergenza, il quale deve essere in possesso di un attestato di idoneità tecnica, ossia un attestato rilasciato, al termine di un esame, dal un Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Serve anche un vero e proprio centro di gestione - localizzato anche presso la portineria -, che deve essere dotato delle centrali per la gestione di impianti antincendio e del sistema di allarme vocale e servirà per il coordinamento delle operazioni da svolgere in condizioni di emergenza.


Fonte: Ingenio.

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http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4146Wed, 16 May 2018 00:00:00 GMT
CROLLA IL TETTO DI UNA SCUOLA: NESSUN FERITO (PERCHE' ERANO LE 7 DEL MATTINO)Una tragedia evitata per una manciata di minuti. Caso, fortuna, chi lo sa. Il tetto di un’aula dell’ Istituto tecnico Industriale Montani di Fermo è crollato lunedì mattina, poco prima che gli studenti entrassero in classe. L’incidente si è verificato alle 7.10 in un’aula frequentata abitualmente da una trentina di ragazzi e dai loro insegnanti. Appunto: vista l’ora, il crollo non ha coinvolto alcuna persona. L’istituto è stato immediatamente chiuso e sono in corso una serie di verifiche strutturali da parte dei vigili del fuoco. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, ci sono anche i tecnici della Provincia di Fermo. Nonostante l’accaduto, le lezioni sono in corso: gli studenti che frequentano lezioni nelle aule vicine sono stati spostati ad altre classi al piano inferiore. Le operazioni di messa in sicurezza sono particolarmente complesse, perché la zona interessata dal crollo si trova a fianco delle puntellature della chiesa di Sant’Agostino, danneggiata dal terremoto del 2016.

Potrebbero essere alcune infiltrazioni d’acqua le cause del crollo. È una delle prime ipotesi fatte dai tecnici che stanno effettuando sopralluoghi nella scuola, anche per verificare la presenza di altri danni o cedimenti. Tra le altre ipotesi anche la vetustà dell’edificio: il triennio ha sede nella parte più antica dell’istituto.

Fonte: Corriere.it.

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http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4145Mon, 14 May 2018 00:00:00 GMT
CONFINDUSTRIA: MANCANO 280.000 SUPER-TECNICI PER LE FABBRICHE 4.0Nell’Italia della disoccupazione giovanile record e che si appresta a dedicare la festa del Primo Maggio al precariato, l’industria reclama ben 280.000 «super tecnici» che le imprese non riescono a trovare sul mercato. «Ed è una cifra circoscritta solo a cinque settori produttivi e riferita solo ai prossimi cinque anni: se allargassimo l’orizzonte ci accorgeremmo che quella soglia è destinata a crescere»: Giovanni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria con delega al capitale umano guarda e riguarda l’indagine svolta dalla sua associazione tra le aziende e lancia un grido di allarme, vale a dire che il «made in Italy» ha bisogno urgente di manodopera altamente qualificata, giovane, nativa digitale, disposta a lavorare nell’industria 4.0, quella del futuro. Ma fatica a trovare quelle figure.

«L’indagine da noi svolta - racconta Brugnoli - ha preso in esame cinque settori cardine per l’Italia, vale a dire la meccanica, l’agroalimentare, la chimica, la moda e l’ICT. Abbiamo domandato di quali e quante figure professionali le aziende avessero bisogno in un arco di cinque anni e tenendo conto di una crescita economica simile a quella dell’ultimo anno. E la cifra che ne è venuta fuori è quella: tenendo conto del saldi tra pensionamenti e diplomati dagli istituti tecnici il gap previsto è di 280.000 tecnici che la nostra manifattura non riuscirà a trovare sul mercato. Un autentico cortocircuito, perché negli ultimi mesi le aziende hanno investito molto per rinovare i loro impianti e adeguarsi alla rivoluzione digitale ma ora rischiano di non trovare le persone necessarie a farli funzionare».

«Tuta blu» è in sinonimo ormai superato per definire queste nuove figure, proviamo allora a tracciarne il profilo, dato per certo che parliamo di giovani con in tasca almeno il diploma di un istituto tecnico . «La prima caratteristica - racconta ancora Brugnoli - è “flessibilità”, inteso come atteggiamento mentale e disponibilità al cambiamento. Nella fabbrica tradizionale le mansioni di un dipendente mutavano ogni venti anni, oggi questo arco di tempo si riduce a 3-5 anni al massimo. È la conseguenza del modo che hanno le imprese di stare sul mercato e della grande competizione. Le altre qualità devono essere intuito e curiosità, voglia di apprendere; e poi naturalmente essere in possesso di cultura digitale perché ormai tutto passa da lì. Le nuove generazioni, per il mondo in cui sono cresciute dovrebbero essere in possesso naturalmente di queste caratteristiche».

E allora come mai la fabbrica continua a non essere attrattiva e nelle cronache ricorrono le storie di imprenditori che non riescono a trovare manodopera? «In questi anni la fabbrica è cambiata radicalmente ma non siamo riusciti a comunicare questa rivoluzione. Parliamo di ambienti che ormai assomigliano più a una sala operatoria. Sono titolare di una tessitura dove la trame e l’ordito, il colore del prodotto e tante altre operazioni si governano con un touch screen». Come è possibile chiudere in breve questa forbice? «Con un grande lavoro di orientamento scolastico, sulle famiglie e sui ragazzi facendo capire loro dove lo studio si può maggiormente concretizzare in uno sbocco di lavoro e quali sono le opportunità offerte dal territorio in cui vivono. Da qui può mettersi in modo un percorso virtuoso che magari comincia con l’alternanza scuola-lavoro, con la conoscenza delle opportunità offerte. Si comincia così impegnandosi, faticando ma aggiungendo al proprio curriculum cose fatte anziché semplici sogni».



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http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4144Wed, 02 May 2018 00:00:00 GMT
NUOVE RESPONSABILITA' PER LA SICUREZZA E LA PRIVACY DAL 25 MAGGIO 2018Aumentano le tutele per la riservatezza dei dati personali specialmente in ambito digitale. Il Gdpr (Regolamento generale sulla protezione dei dati) in vigore da maggio 2016 sarà applicabile dal 25 maggio 2018.

Come spiegano gli esperti, da questa data, tutte le aziende che raccolgono ed elaborano dati personali di cittadini dell’Unione europea dovranno essere conformi al regolamento che sostituisce per l’Italia la direttiva 95/46/EC sulla protezione dei dati e il decreto legislativo n. 196/2003.

Per dato personale s’intende ogni informazione che riconduca a una persona fisica in modo diretto o indiretto (nome, email, dati sanitari, dati che rimandino a identità culturale ecc..).

Il nuovo regolamento vuole garantire un’adeguata protezione dei dati nel processo di raccolta e gestione, che avviene anche e soprattutto tramite strumenti digitali.

I punti chiave su cui il regolamento generale sulla protezione dei dati riguardano l’ambito di applicazione, le categorie di dati, il consenso al trattamento, la responsabilità o accountability del titolare del trattamento, la sicurezza per la protezione dei dati, i controlli e le sanzioni in caso di inadempienze.

Ma cosa devono fare le aziende per adeguarsi?

Il Gdpr attribuisce l’onere di una valutazione dei rischi all’organizzazione che raccoglie e gestisce dati. Il processo di adeguamento è un vero e proprio percorso verso la compliance, diviso in fasi ben precise:

1 – Mappatura di rete: rilevazione dello stato dell’infrastruttura IT per stabilirne il livello di sicurezza, a cura di un tecnico specializzato in sicurezza informatica.

2 – Mappatura dei dati: rilevazione dei dati che l’azienda acquisisce (dove si trovano, che caratteristiche hanno, chi li gestisce) a cura di un consulente privacy.

3 – Determinazione dei rischi: a seguito di entrambe le analisi verrà definito il livello di rischio rilevato.

4 – Redazione di policy e misure di protezione: il consulente tecnico indicherà quali investimenti in tecnologie sono necessari, il consulente privacy redigerà la documentazione necessaria per un modello privacy adeguato.

5 – Valutazione continuativa: attuate le misure necessarie,saranno stabilite verifiche periodiche per eventuali integrazioni.

Gli effetti sulla sicurezza informatica sono importanti: garantire la protezione dei dati significa dimostrare di aver attuato tutte le misure possibili per proteggere la propria infrastruttura evitando violazioni, attacchi, divulgazioni, pena sanzioni fino a 20 milioni di euro o al 4% del volume d’affari.

In un periodo storico in cui la rete è il principale veicolo di accesso e transito di dati, proteggerla è necessario: dal 2011 a oggi gli attacchi informatici sono aumentati del 240% e il Cybercrime – che ha come unico obiettivo il furto di dati o denaro- rappresenta il 76% degli attacchi gravi mondiali del 2018 (fonti Clusit 2018).

Fonte: Bergamonews.

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http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4143Mon, 23 Apr 2018 00:00:00 GMT
RISCHIO AMIANTO NELLE TUBATURE ITALIANE ?Dal 1992 l’amianto è vietato in Italia, dopo anni di uso massiccio. Dell’esposizione datata e degli effetti dell’inalazione, soprattutto il mesotelioma, si è parlato molto.
Poco o niente si dice invece della sua presenza nelle tubature che portano l’acqua nelle case.
Che ce ne sia non c’è dubbio: 80mila chilometri di tubature lo contengono in tutta Italia.
Che possa essere pericoloso anche se ingerito è un altro aspetto chiaro.

Dopo numerosissimi studi scientifici internazionali, anche la Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ha concluso: “Inalazione e ingestione sono vie primarie di esposizione all’amianto”, diversamente dal contatto, considerato una strada secondaria.
Le ricerche hanno infatti rilevato che fibre di amianto sono state rintracciate nel fegato, assorbite dopo essere state ingerite tramite l’acqua attraverso tubature realizzate in cemento amianto.
Ciò che invece non è chiaro, oggi, è la quantità di fibre pericolose per la salute delle persone.
L’unico riferimento è quello stabilito dall’Epa (Enviromental protection agency) in 7 milioni di fibre per litro, un numero sul quale molti ricercatori pongono diverse obiezioni.
A metterle in fila, a fine gennaio, “Amianto, altre neoplasie oltre al mesotelioma”, un congresso a Bologna che ha fatto il punto della ricerca scientifica, L’organizzatore del congresso, Giovanni Brandi, professore associato di Oncologia medica all’Università di Bologna, presso il Policlinico Sant’Orsola, intervistato dal Salvagente.

Non che manchino obblighi concreti.
La risoluzione del 14 marzo 2013 del Parlamento europeo ha previsto programmi di rimozione dell’amianto, stabilendo la data del 2023 perché venga rimosso completamente dall’Unione europea.
L’unico Stato ad aver adottato un programma, il cui costo è stimato a circa 10 miliardi di euro fino al 2030? La Polonia con un calendario definito e un finanziamento che si compone di risorse miste pubbliche (Stato, programmi della Ue).

A
nche il Comitato economico e sociale europeo, a luglio del 2014, aveva chiesto la rimozione completa di tutto l’amianto utilizzato e di tutti i prodotti contenenti amianto, considerandolo un obiettivo prioritario per l’Unione europea.
Tutto questo mentre l’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, valuta che l’amianto causi quasi 15mila morti l’anno in Europa, con Italia e Gran Bretagna in cima alla triste classifica dei paesi più colpiti.


Fonte: Il Salvagente.

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http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4141Tue, 10 Apr 2018 00:00:00 GMT
PORTO DI LIVORNO: DUE OPERAI MORTI DURANTE LA MANUTENZIONE DI UN SERBATOIO Due operai sono morti a causa di un’esplosione avvenuta in un’area di un deposito combustibili del porto industriale di Livorno.

Si tratta di due dipendenti della Labromare, ditta che si occupa di bonifiche ambientali.

Uno degli operai è morto sul colpo, mentre per l’altro i medici hanno constatato durante il trasporto in ospedale che non c’era più niente da fare.

Secondo una prima ricostruzione i due stavano lavorando per alcuni lavori di manutenzione all’esterno del serbatoio numero 62, che si trova all’interno del deposito Costiero Neri, all’accosto 29 del porto.

La cisterna al momento dell’esplosione era stata svuotata dopo che all’interno era stato stoccato acetato di etile.

L'acetato di etile è l'estere dell'etanolo e dell'acido acetico.

A temperatura ambiente si presenta come un liquido volatile, incolore e dal gradevole odore fruttato; è un composto molto infiammabile, irritante.

Trova largo uso come solvente per vernici, resine e colle essendo relativamente meno tossico di altri solventi clorurati. È anche il solvente usato in uno dei metodi per la produzione del caffè decaffeinato


Il serbatoio, dopo l’esplosione, si è inclinato, ma non è scoppiato alcun incendio, il che farebbe ipotizzare per un’esplosione da gas o da vapore (ma tutto è ancora da verificare).

Sul posto stanno lavorando squadre dei vigili del fuoco, che sono arrivati anche con una motobarca via mare, oltre ai tecnici dell’azienda e alle ambulanze coordinate dal 118.

La Labromare, l’azienda per la quale lavoravano i due operai, è un’azienda livornese da 40 anni attiva nella raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti portuali ed è leader del settore in Italia. Tra gli altri servizi ha anche due impianti per il trattamento delle materie oleose e delle acque di sentina delle navi.





Fonte: Il Fatto.
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http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4140Thu, 29 Mar 2018 00:00:00 GMT
CONVEGNO UNAI-CNIM A LATINA PRESSO LA SAPIENZA: LA QUALITA' DELL'ABITARE

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http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4139Thu, 22 Mar 2018 00:00:00 GMT
UNA PIATTAFORMA INTERNET PER DEMENZA E MALATTIE CARDIOVASCOLARIUna soluzione innovativa di ehealth, basata su una piattaforma Internet interattiva, è stata sviluppata per aiutare i cittadini anziani a migliorare il loro stile di vita per prevenire le malattie cardiovascolari, il declino cognitivo e la demenza.

Ricercatori per progetto europeo Hatice (Healthy Aging Through Internet Counselling in the Elderly) hanno presentato la soluzione in un articolo pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease.

Lo studio del progetto Hatice è attualmente in corso in Finlandia, Francia e Paesi Bassi e coinvolge più di 2.500 persone di 65 anni e oltre, ad alto rischio di malattie cardiovascolari.

La metà dei partecipanti ha accesso a una piattaforma Internet dove può seguire i fattori di rischio cardiovascolare e trovare informazioni su come ridurli migliorando il proprio stile di vita.

Attraverso la piattaforma, possono anche interagire con un'infermiera specializzata per una guida e un supporto extra. L'altra metà dei partecipanti utilizza una piattaforma semplificata, con solo informazioni di base e nessuna funzionalità interattiva.

L'ehealth stimola uno stile di vita sano

L'obiettivo principale dello studio è capire se i partecipanti possono trarre beneficio dall'uso della piattaforma e dall'interazione con l'infermiere riducendo il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, declino cognitivo e demenza.

A tal fine, Hatice si concentra sulla sensibilizzazione dei partecipanti su ciò che costituisce uno stile di vita sano, tenendo conto delle esigenze specifiche degli anziani.

In questo studio i ricercatori hanno confrontato e integrato le linee guida per la prevenzione delle malattie cardiovascolari disponibili nei tre paesi partecipanti.

I risultati sono stati utilizzati per sviluppare un programma di consulenza sullo stile di vita all'interno della piattaforma Hatice.

Le linee guida erano generalmente uniformi, soprattutto in relazione a ciò che definisce uno stile di vita sano.

Ciò ha permesso lo sviluppo di una piattaforma coerentemente applicabile nei tre contesti locali. Tuttavia, la consulenza rivolta specificamente agli anziani è stata limitata.

La possibilità di concepire programmi preventivi comuni in tutta Europa e di distribuirli via Internet significa che sarebbe possibile raggiungere una parte più ampia della popolazione in modo più semplice ed economico.

Questo migliorerebbe le possibilità di prevenire meglio le malattie cardiovascolari e la demenza.


Fonte: 01NET

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http://www.cnim.it/cnimnm/manutenzione/?z=48&a=4138Thu, 15 Mar 2018 00:00:00 GMT