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CNIM

Statuto del Comitato
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Art. 1 - Costituzione e sede
Sotto l'alto patrocinio del Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato è costituita, a norma dell'art. 36 del Codice Civile, una Associazione denominata

COMITATO NAZIONALE ITALIANO PER LA MANUTENZIONE "C.N.I.M."

Il C.N.I.M. viene costituito per rispondere ai bisogni di una precisa scelta di politica industriale, che individua in una corretta e ben pianificata manutenzione un importante elemento per migliorare la produttività e la competitività delle imprese, nonché la sicurezza delle persone, la salvaguardia dell'ambiente e l'uso razionale dell'energia.

Il C.N.I.M. intende porsi come punto di riferimento nazionale per tutti i settori italiani di produzione di beni e di fornitura di servizi, al fine di concertare, con l'insieme delle parti interessate, specifiche azioni di promozione e di intervento nel campo della manutenzione.

Il C.N.I.M. si prefigge inoltre di diffondere nel tessuto industriale del paese, in particolare a vantaggio delle piccole e medie imprese, la conoscenza delle metodologie di manutenzione, sia manageriali che tecniche.

L'Associazione non ha fini di lucro.

L'Associazione ha sede in Roma e può istituire uffici anche in altre località.

Il C.N.I.M. può aderire, con delibera da adottarsi dal Consiglio Direttivo, ad altre associazioni od enti quando ciò torni utile al conseguimento dei fini sociali.

Il C.N.I.M. può inoltre assumere ogni altra iniziativa ivi compresa la costituzione di enti o società ad hoc nel caso in cui ciò si rendesse necessario per il raggiungimento degli scopi sociali.

In questo caso l'iniziativa, su proposta unanime del Consiglio Direttivo in carica, deve essere deliberata dall'Assemblea Generale Straordinaria con le maggioranze previste dall'art. 13, ultimo comma, del presente statuto.

Art. 2 - Scopi
Gli scopi del C.N.I.M. sono:

sensibilizzare i diversi settori industriali e dei servizi sulle opportunità rappresentate dalla messa in atto del "progetto manutenzione";

informare i diversi settori circa gli sviluppi che avvengono nel campo della manutenzione, indicando le opportunità offerte sia dal mercato sia dalla legislazione;

formare, individuati gli idonei giacimenti di cultura manutentiva nel Paese, il personale addetto alle attività di manutenzione mediante l'organizzazione di corsi e seminari sulla normativa di manutenzione come pure sulle metodologie tecniche e di gestione;

assistere ed aiutare le imprese nella attuazione dei loro "progetti manutenzione", sia mettendole in contatto con le risorse disponibili, sia con la costituzione di banche dati di affidabilità e manutenibilità e la predisposizione di documentazione per l'esercizio e la manutenzione di componenti di impianto;

promuovere l'offerta di servizi di manutenzione, destinati sia al mercato italiano che a quello estero, attraverso iniziative tendenti ad individuare e qualificare gli operatori italiani del settore.

Il C.N.I.M. inoltre ha come finalità la certificazione delle imprese fornitrici di servizi di manutenzione (nel seguito denominate ISM) al fine di garantire in modo affidabile e ripetibile le verifiche di rispondenza dei loro sistemi di qualità alle norme di riferimento nazionali ed internazionali, nel rispetto delle regole nazionali, delle direttive, dei regolamenti e delle risoluzioni della Comunità Economica Europea, operando in prima persona o con delega a enti esterni.

Nella sua funzione di certificazione:

accerta e sorveglia i requisiti tecnici ed organizzativi delle ISM in modo da garantire il riferimento metodologico, l'affidabilità e la ripetitività delle procedure impiegate, l'impiego di attrezzatura e strumentazione adeguata, la competenza del personale in armonia con le norme UNI & CEI e/o in armonia con quanto predisposto in sede comunitaria sovranazionale o internazionale;

fornisce garanzia di quanto specificato al precedente punto mediante l'emissione di un certificato;

pubblica le procedure di certificazione, l'elenco delle ISM certificate e gli eventuali provvedimenti di sospensione e/o revoca della certificazione;

predispone una procedura specifica per la risoluzione delle controversie che possano eventualmente nascere in seguito a sospensioni e/o revoca di certificazione.

Al fine di aggiornare ed estendere l'efficacia della propria azione, il C.N.I.M. provvede inoltre a:

intrattenere rapporti con analoghi organismi di altri Paesi anche al fine di stipulare accordi di riconoscimento e/o di reciprocità;

partecipare ai lavori degli organismi internazionali e/o sovranazionali operanti nel campo della manutenzione e nel settore della fornitura di servizi di manutenzione;

collaborare con gli enti nazionali di normazione al fine di promuovere idonee elaborazioni o aggiornamenti della normativa tecnica;

promuovere studi, incontri ed iniziative, in collaborazione con enti ed associazioni di interesse nazionale.

Per raggiungere i propri scopi il C.N.I.M. valuterà anche le possibilità di utilizzare prioritariamente le risorse disponibili dei singoli soci, nell'ottica di creare una più stretta collaborazione e integrazione tra gli stessi e il Comitato.

Art. 3 - Membri dell'associazione
Possono far parte del C.N.I.M.:

  • le imprese italiane in qualunque forma costituite;
  • le società, associazioni, consorzi, enti pubblici o privati, ecc., che, per la loro attività, abbiano dato o possano dare un valido apporto per il conseguimento delle finalità del C.N.I.M. o che siano interessati ad usufruire dei servizi offerti dall'associazione medesima.

Gli associati si distinguono in due categorie:

  1. soci promotori – sono soci promotori quelle imprese, associazioni, enti pubblici e privati, ecc. che si assumono l'iniziativa della costituzione dell'associazione risultando firmatarie del relativo atto costitutivo e quelle che vi abbiano aderito successivamente e fino ad un massimo di 15 soci promotori. In caso di recesso o decadenza di uno o più soci è prevista la sostituzione degli stessi, verificato il gradimento da parte dei soci promotori, espresso mediante le maggioranze previste dall'art. 13, ultimo comma.
    Ai sensi dell'art. 14 del presente statuto, i soci promotori hanno diritto a designare il proprio rappresentante nel Consiglio Direttivo;
  2. soci ordinari – sono soci ordinari le imprese, associazioni, enti pubblici e privati, ecc. che aderiscono successivamente all'associazione costituita.

L'ammissione avviene a seguito di domanda scritta. All'atto della ammissione, gli associati dovranno dichiarare di aver preso conoscenza e di accettare le disposizioni dello statuto e gli obblighi in esso previsti.

L'ammissione è deliberata dal Consiglio Direttivo.

Sono soci di diritto:

1) l'UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione);
2) il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano).

Art. 4 - Contributi
I soci promotori, per il primo esercizio di attività, sono tenuti a versare, a titolo di contributo, un importo pro-quota pari alla previsione di spesa del primo esercizio, approvata dalla Assemblea Generale Ordinaria.

I soci ordinari, per il primo esercizio di attività, sono tenuti a versare all'associazione, dal momento in cui entrano a farne parte, un contributo annuo nella misura e con le modalità stabilite dalla Assemblea Generale Ordinaria.

Per gli esercizi successivi la quota di contribuzione di entrambe le categorie di soci sarà determinata anno per anno dal Consiglio Direttivo, entro il dicembre di ogni anno, sulla base dei

Allegati