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NAPOLI: STOP ALLA MANUTENZIONE DELLA METRO. NIENTE FONDI
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giovedì 7 dicembre 2017
I treni della Linea 1 del metrò sono sempre più vecchi e malandati. L'Anm, a corto di soldi, ha difficoltà a pagare per le manutenzioni i fornitori esterni, che stanno chiudendo i rubinetti. E i pezzi di ricambio, già quasi introvabili sul mercato visto che molti convogli risalgono agli anni '90, non arrivano più. La conseguenza è che dei 24 treni a disposizione, la metà è ferma in deposito per riparazioni.

Per un servizio accettabile ne occorrerebbero almeno 12.
E, invece, sui binari ce ne sono mediamente 8 o 9: così, quando se ne guasta uno, i tempi di attesa alle banchine schizzano da 9-12 minuti a 16 o più. Oltre il triplo per un servizio progettato per una frequenza di 5 minuti. Sì perché, nell'attesa dei treni nuovi acquistati dal Comune che non arriveranno prima del 2019, quelli vecchi si rompono sempre più facilmente.
Quasi tutte le settimane si registrano corse soppresse per guasti di diversa natura, che portano la media dei treni in esercizio al di sotto dei 9 necessari.
E anche le manutenzioni negli ultimi due anni hanno registrato un'impennata.
Le spese per le riparazioni appaltate all'esterno sono passate dai 723mila euro del 2015 ai circa 2 milioni del 2016.
E l'Anm vanta 2 milioni di euro di crediti per il biennio 2014-2016 per le manutenzioni verso il Comune di Napoli, che solo quest'anno ha inserito in bilancio un apposito capitolo di spesa con una dotazione di 3 milioni all'anno per gli interventi sulle stazioni.

In due anni, per le manutenzioni, ci sono stati circa 50 affidamenti diretti, 40 procedure concorrenziali, 10 negoziate e 4 gare, di cui 2 europee.
Per le riparazioni, che richiedono specifiche competenze tecnologiche, l'Anm si affida a ditte specializzate, che intervengono su sottostazioni elettriche, pantografi, carrelli di sollevamento e freni. Si tratta di colossi del settore, come Ansaldo Sistemi, la tedesca Hegenscheidt per il tornio in fossa, cioè la revisione delle ruote delle carrozze, la svedese Dellner per gli accoppiatori, la Faiveley Ats per i ricambi dei freni. Mentre per le piccole riparazioni, che non richiedono specifiche competenze normative degli operai, ci si affida al personale Anm.
Ma se i fornitori non inviano più le componenti meccaniche, perché non pagati, anche i tecnici più bravi possono fare poco.
Eppure le manutenzioni servono. Proprio grazie ad un grosso investimento sulla manutenzione straordinaria dei treni che ha riguardato il rinforzo strutturale dei telai delle casse, molte vetture l'anno scorso sono state rimesse in esercizio. Nel 2016 la metropolitana Linea 1, secondo i dati Anm, ha trasportato lungo i 18,5 km della tratta, da Piscinola a Garibaldi, circa 42 milioni di viaggiatori e macinato oltre 5,5 milioni di chilometri, comprensivi anche dei prolungamenti notturni, con un aumento del 7% della produzione rispetto al 2015.

Fonte: Il Mattino.

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