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PER LE INFEZIONI OSPEDALIERE, FONDAMENTALE LA SCELTA DEI DISPOSITIVI MEDICI
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lunedì 20 novembre 2017
Per prevenire le infezioni ospedaliere, è fondamentale la scelta dei dispositivi medici utilizzati.

Parola di Francesco Venneri, direttore Sos Rischio clinico e sicurezza del paziente Azienda Usl Toscana Centro, che ha condotto uno studio di farmaco economia presentato a Pisa al convegno ‘Campagna 3 a 0 contro le infezioni’.
Secondo i risultati, si potrebbero ridurre del 60% le infezioni del sangue legate alla presenza del catetere nei pazienti ricoverati in terapia intensiva.

Lo studio – realizzato dal Gruppo interdisciplinare di Venneri e Carlotta Galeone (Università degli Studi di Milano) – ha preso in esame i pazienti critici nelle Unità di terapia intensiva e l’incidenza delle infezioni correlate ai siti degli accessi vascolari. Considerando lo specifico contesto clinico italiano, è stato analizzato come una adeguata strategia di comportamenti e di strumenti possa favorire il contenimento della spesa sanitaria.

Secondo le statistiche, sono da 450 mila a 700 mila le infezioni ospedaliere l’anno, un fenomeno che potrebbe essere evitato e che grava sui costi della sanità pubblica, evidenziano gli esperti, spiegando che il risparmio emerso potrebbe essere ancora più rilevante visto che lo studio ha preso in esame un singolo aspetto della strategia di prevenzione, ovvero l’impiego di un ‘cerotto’ a protezione dell’accesso del catetere: si tratta di una medicazione antimicrobica trasparente, che è in grado di ridurre l’incidenza delle infezioni primarie del sangue. Se il cerotto venisse utilizzato su tutti i pazienti in terapia intensiva trattati negli ospedali italiani – è la conclusione – sarebbe possibile prevenire circa il 60% delle infezioni ed evitare circa 1.700 giorni di ricovero l’anno, con un potenziale risparmio per il Ssn pari a circa 15 mln di euro.

Le infezioni connesse all’assistenza occupano una posizione delicata nell’ambito dell’incidenza degli eventi avversi in sanità – spiega Venneri – che spesso sono correlati a comportamenti clinico-assistenziali non idonei da parte degli operatori sanitari e a criticità sistemiche legate a deficit organizzativi“.
Come emerge da questo studio, la scelta nell’utilizzo dei dispositivi medici, in particolare delle medicazioni che sono ben delineate nel bundle di adesione alla best practice – sottolinea – è fondamentale per la prevenzione delle infezioni degli accessi vascolari. Lo studio ha evidenziato nettamente il beneficio in termini di costi, relativo all’utilizzo dei dispositivi, nei confronti delle infezioni catetere-correlate e anche di tutte le altre infezioni correlate all’assistenza. Un risparmio non solo in termini di costi economici, ma anche di vite umane e di possibili costi di risarcimento del danno in seguito all’infezione ospedaliera. Fondamentale anche il sostegno delle industrie che producono i dispositivi sanitari: non devono essere valutate solo sotto l’aspetto economico del sistema, ma considerate come un supporto, anche dal punto di vista della ricerca. Senza di loro non si può lavorare sugli aspetti preventivi“.

Fonte: AdnKronos
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