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ERRORI MEDICI: NUOVA LEGGE E OBBLIGO DEL CENTRO PER IL RISCHIO CLINICO
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lunedì 11 settembre 2017

L'atto, tra l'altro, prevede che il medico che provoca un danno a un paziente per imperizia non sarà penalmente punibile per colpa se ha rispettato le linee guida e le buone pratiche assistenziali.

Se da una parte si alleggerisce la pressione esercitata dal timore di conseguenze penali per i camici bianchi, riducendo di conseguenza la medicina difensiva, dall'altra si cercano di accelerare e rendere più sicuri i risarcimenti nei confronti dei pazienti vittime di malasanità ed errori vari in corsia e negli ambulatori.

Il passaggio chiave della legge sta nell'articolo 6, intitolato "Responsabilità penale dell'esercente la professione sanitaria" e destinato ad inserire una nuova norma nel codice penale nella quale appunto si prevede che chi rispetta le buone pratiche e le linee guida non è punibile se ha agito per imperizia (lo resta se lo ha fatto per imprudenza e negligenza e nei casi, rarissimi, di dolo).
Dal punto di vista civile, la responsabilità del medico diventa “extracontrattuale”, cosa che obbliga la persona che ha subito un danno in ospedale a dimostrare la colpa di chi l’ha curata.
La responsabilità della struttura sanitaria, però, resta “contrattuale”, e quindi in questo caso spetta all’ospedale o alla Asl provare di non avere responsabilità.
In questo modo il cittadino può rifarsi prima di tutto sul soggetto economicamente più solido, cioè la struttura pubblica.
 
Nella Legge prevede anche l’obbligo di tentare una conciliazione stragiudiziale prima di finire davanti a un tribunale.

Grazie alla legge diventa inoltre parte integrante del diritto alla salute e si promuove in tutte le strutture sanitarie la nascita di un centro per il rischio clinico, che valuti appunto gli errori dei professionisti e adotti politiche per individuarli e soprattutto prevenirli.
Le strutture sanitarie, tra l'altro, da ora in avanti saranno tenute a fornire ai pazienti la documentazione clinica da loro richiesta entro 7 giorni.

Nella Legge si legge: Le strutture sanitarie pubbliche e private rendono disponibili, mediante pubblicazione nel proprio sito internet, i dati relativi a tutti i risarcimenti erogati nell'ultimo quinquennio, verificati nell'ambito dell'esercizio della funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio sanitario (risk management) di cui all'articolo 1, comma 539, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come modificato dagli articoli 2 e 16 della presente legge.

E al comma 538 della Legge 208/2015 si legge:
Per la realizzazione dell'obiettivo tutte le strutture pubbliche  e  private  che  erogano prestazioni sanitarie attivano un'adeguata funzione di  monitoraggio,
prevenzione e gestione del rischio sanitario (risk  management),  per l'esercizio dei seguenti compiti:
    a)  attivazione  dei  percorsi  di  audit  o  altre   metodologie finalizzati allo studio dei processi interni e delle criticita'  piu'  frequenti, con segnalazione anonima del quasi-errore e analisi  delle possibili attivita' finalizzate alla messa in sicurezza dei  percorsi sanitari.  Ai  verbali  e  agli  atti  conseguenti  all'attivita'  di gestione aziendale del  rischio  clinico,  svolta  in  occasione  del verificarsi di un evento avverso, si  applica  l'articolo  220  delle norme di attuazione, di coordinamento e  transitorie  del  codice  di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28  luglio  1989,  n. 271;
    b) rilevazione  del  rischio  di  inappropriatezza  nei  percorsi diagnostici e terapeutici e facilitazione dell'emersione di eventuali attività di medicina difensiva attiva e passiva;
    c) predisposizione e attuazione di attivita' di sensibilizzazione e formazione continua del personale finalizzata alla prevenzione  del rischio sanitario;
    d) assistenza tecnica verso gli  uffici  legali  della  struttura sanitaria nel caso di contenzioso e nelle attivita'  di  stipulazione di   coperture   assicurative   o   di    gestione    di    coperture auto-assicurative.

L'attività di gestione del rischio sanitario e' coordinata da personale   medico   dotato   delle   specializzazioni   in   igiene, epidemiologia e sanita' pubblica o equipollenti ovvero con comprovata esperienza almeno triennale nel settore.




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