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LA VERIFICA DEGLI ELETTROMEDICALI: SANZIONI PESANTI A CHI NON OTTEMPERA
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giovedì 7 settembre 2017

Il notevole sviluppo tecnologico delle apparecchiature elettromedicali ha certamente apportato grandi benefici, ma non dimeno ha contribuito a creare, all'interno delle strutture sanitarie, particolari problemi per la salvaguardia del personale, pazienti e operatori, da rischi di natura soprattutto elettrica. Infatti, le apparecchiature elettromedicali vengono a contatto con il corpo umano superando le normali barriere fisiologiche. Pertanto, la corrente elettrica assume valori pericolosi anche a livelli considerevolmente più bassi di quelli previsti per le normali apparecchiature elettroniche I rischi di natura elettrica ai quali possono essere sottoposti i pazienti e gli operatori, in caso di contatti diretti e indiretti,sono: macroshock e microshock (es. pazienti sottoposti a cateterismo cardiaco o anche a semplici esami con sonde o altri elementi che operano internamente e vicino al cuore). Da ricordare che, in funzione dell’intensità della corrente elettrica, gli effetti fisiopatologici provocati sull’uomo sono: Tetanizzazione, Arresto della respirazione, Fibrillazione ventricolare e Ustioni.

La sicurezza e la verifica delle apparecchiature elettromedicali è normata dalla CEI 62-5 e dalla CEI 62-148. Per garantire nel tempo il mantenimento delle condizioni di sicurezza delle apparecchiature occorre eseguire le verifiche di sicurezza elettrica con periodicità ben definite. Le norme non stabiliscono un intervallo fisso delle verifiche rimandando a quanto stabilito dal costruttore dell'apparecchiatura. Laddove non fossero fornite informazioni sulla periodicità, si può procedere secondo quanto già descritto dalla norma CEI 62-122 “Guida alle prove di accettazione ed alle verifiche periodiche di sicurezza e/o di prestazione dei dispositivi medici alimentati da una particolare sorgente di alimentazione”, ovvero che il datore di lavoro è obbligato ad effettuare le verifiche di sicurezza, nel caso di locali chirurgici o assimilati, almeno una volta l'anno, e almeno ogni due anni in tutti gli altri locali. Inoltre, si fa obbligo di effettuare verifiche straordinarie in caso di intervento di riparazione dell'apparecchio elettromedicale o di modifica di una o più sue parti.

Qualsiasi operatore sanitario che per svolgere la propria attività utilizzi dispositivi elettromedicali ha il preciso dovere di far verificare le proprie attrezzature. Oltre ad essere necessarie per la sicurezza dei pazienti, le verifiche elettriche periodiche su apparecchi elettromedicali sono obbligatorie in base al D.Lgs. 81/08 (Testo unico sulla sicurezza sul lavoro) poiché tali dispositivi, utilizzati da personale medico sono, a tutti gli effetti, attrezzature da lavoro e, di conseguenza, la legge obbliga il datore di lavoro (titolare della struttura o responsabile sanitario) a programmare tali verifiche.

Sono soggetti alle normative tutte le strutture sanitarie in cui sono presenti elettromedicali quali, per esempio: studi odontoiatrici, ambulatori medici, case di cura, centri di diagnostica medica, case di riposo, laboratori analisi, locali adibiti ad uso medico all’interno di altre strutture (es.infermierie), cliniche, ospedali, centri estetici.

Le sanzioni previste in caso di mancata ottemperanza agli obblighi di legge previsti dal T.U. 81/08 sono l’arresto da tre a sei mesi o ammenda da € 1.549,37 a € 4.131,66. Tali sanzioni, essendo di carattere penale, si applicano a tutte le persone dell’azienda responsabili penalmente (per es. tutti i soci delle s.p.a., srl, snc, tutti i soci accomandatari delle sas e l’amministrazione).


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