Obiettivi importanti richiedono strategie e tattiche predefinite.
C'è anche chi parla di assenza di strategia, per essere meno prevedibili. L'importante è capire quali sono gli obiettivi.
Ora supponiamo che si recuperino con il decreto di urgenza appena firmato le liste escluse e poi ci si "dimentichi" o non si riesca (non è così facile in sessanta giorni) di convertirlo in legge. In ogni caso è un ulteriore passaggio, per nulla scontato.
Se una delle liste ammesse grazie al decreto uscisse vincente dalle elezioni, si troverebbe a decadere automaticamente insieme al decreto legge, dopo sessanta giorni.
E' chiaro cosa ciò vorrebbe dire in termini di ulteriore tensione, manifestazioni, contestazioni... per giunta su un tema - come spesso accade in questi ultimi anni (probabilmente in modo non del tutto casuale) - che ricorda un cul de sac: tutti hanno ragione, tutti hanno torto... e la gente diviene sempre più insicura e frustrata, bisognosa di soluzioni certe.
Risulta, peraltro, quanto meno difficile credere alla mera casualità nella errata/mancata presentazione delle liste di partiti importanti in regioni importantissime.
Ci sembra che queste circostanze si integrino bene nel quadro delle molte "coincidenze" che stanno caratterizzando questi ultimi mesi e anni.
Vengono in mente almeno 5 aforismi di Ennio Flaiano (scomparso nel 1972):
a) fra 30 anni l'Italia sarà non come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la televisione;
b) la situazione politica in Italia è grave ma non è seria;
c) in Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti;
d) gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura;
e) per gli italiani l'inferno è quel posto ove si sta con le donne nude e con i diavoli ci si mette d'accordo.