La lettura dell’ultimo aggiornamento (23/2/2010) del rapporto della CIA su «Il mondo nel 2025» non fornisce molte informazioni che un osservatore ordinario dell’economia e della politica avrebbe ignorato, come del resto è ovvio attendersi. L'utilità di questi documenti, forse, consiste soprattutto nel darci una indicazione su cosa escludere dai possibili scenari futuri; anzi fornisce il presupposto comunicativo di altri scenari che probabilmente si hanno in mente. Comunque sia, in sintesi, il rapporto propone i seguenti 2 scenari principali possibili: Primo scenario: supremazia della Cina La Cina si impone come nuova «potenza egemonica», trascinando nella sua scia una Russia rinnovata, un’India autonoma ma in secondo piano, e un Iran («islamista» o no) attore dominante nel Medio Oriente. La «conferenza di Shanghai» vittoriosa, riduce la NATO allo stato di alleanza impotente – e perfino ridicola – costretta a rinunciare definitivamente al suo progetto di «controllo militare del pianeta» e ai suoi interventi militari con il pretesto di «guerra al terrorismo». L’alleanza di Shanghai garantisce l’accesso della Cina e dell’India al 70% della produzione di petrolio e gas nel Medio Oriente. Secondo «scenario»: conflitto Cina/India, stagnazione della Russia. Il secondo «scenario» consacra, al contrario, il fallimento clamoroso del «Piano di Shanghai», l’esplosione del gruppo del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), l’affacciarsi del conflitto Cina/India, la stagnazione della Russia e l’aborto del progetto nazionalista dell’Iran. Uno scenario forse troppo ottimista.
Resta il fatto, che forse merita qualche riflessione, che il democratico Obama non solo ha rafforzato la presenza militare in Afghanistan, ma ora annuncia anche prudenza riguardo al ritiro dal'Irak, ovvero rinvio, in funzione delle elezioni locali.