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CAMBIO AI VERTICI AIEA: EL BARADEI LASCIA
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mercoledì 3 marzo 2010
In Manutenzione si chiamano "segnali deboli": sono quei segnali appena percettibili nel funzionamento di un sistema, che preludono ad un probabile disastro, più o meno imminente.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha il compito di accertare che i programmi dei singoli stati corrispondano alle loro dichiarazioni e ai limiti fissati dal trattato di non proliferazione.
Il direttore è stato per molti anni l'egiziano Mohammed el-Baradei, vincitore nel 2005 del Nobel per la pace. Gli USA, George W. Bush in particolaare, non ha fatto un mistero del fatto che avrebbe preferito che l’Aiea desse una mano alla politica americana denunciando con maggiore vigore le mezze verità del regime degli ayatollah. Ma el-Baradei non aveva dimenticato la crisi irachena, alla vigilia della guerra del 2003, quando gli Stati Uniti chiedevano insistentemente all’agenzia di dichiarare al mondo che l’Iraq di Saddam Hussein aveva armi di distruzione di massa e che il conflitto, quindi, era giustificato (tutto il contrario di quanto si poi verificato, come emerso anche nelle recenti deposizioni di Blair dinanzi alla commissione parlamentare inglese).

Oggi la situazione è cambiata. El-Baradei ha concluso il suo mandato ed è tornato al Cairo dove è stato trionfalmente accolto come il potenziale successore di Hosni Mubarak alla presidenza della repubblica egiziana.

Il nuovo direttore dell'AIEA è un diplomatico giapponese, Ykiya Amano, ex ambasciatore a Washington, e nominato con l'appoggio USA.

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