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IL GRANDE FRATELLO, DA ORWELL A OGGI
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venerdì 5 febbraio 2010

Marco Calamari è uno dei massimi esperti di difesa della privacy on line, fra gli ideatori del Progetto Winston Smith, che assegna ogni anno i Big Brother Awards, i premi a individui o aziende che si sono distinti per il loro comportamento esecrabile nei confronti della privacy degli internauti.

Pochi giorni fa ha pubblicato su Punto Informatico un interessante articolo intitolato "La lunga memoria di Facebook ", nel quale commentava le "rivelazioni" fatte da un ex dipendente della società di Palo Alto. Dopo aver letto il pezzo, Marco Calamri è stato intervistato sul blog Privacy.

La notizia più importante, riferita testualmente nell'intervista, ma che permea anche ogni singola parola e fatto riferito, è che tutto, tutto, quello che un utente fa o carica su Facebook viene memorizzato permanentemente, permanentemente, in una struttura di database facilmente ricercabile e di cui vengono frequentemente salvati snapshot ed effettuate repliche tra i datacenter. Quindi "basta interrogare il database per esaminarli facilmente, senza nemmeno dover entrare nel vostro account. Questo è il fatto che la maggior parte della gente non riesce a capire".




 

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